Libri che volano e appunti che si volatilizzano

LIBRI CHE VOLANO E APPUNTI CHE SI VOLATILIZZANO

Quando ero piccola e il livello di disordine nella mia cameretta superava (come di fatto accadeva regolarmente), la soglia dei limiti imposti e consentiti dalle non scritte leggi paterne, mio padre aveva preso l’insana abitudine di entrare di soppiatto in camera mia, spalancare la finestra e scaraventarvi giù qualsiasi cosa si trovasse al momento sopra la mia scrivania. Libri, penne, quaderni, appunti, tutto, aveva così la possibilità di sperimentare l’ebbrezza del volo e io, che me ne stavo, di regola bel bello, a giocare con qualche mia amica, mi trovavo di punto in bianco a dovermi fare di corsa tre piani di scale con lei, per andare a recuperare il recuperabile dal terreno antistante casa, prima che qualche solerte condomino non decidesse di fare lo stesso al posto mio. Non scrivo tutto questo come outing o per invitarvi a sperimentare la stessa cosa coi vostri figli, giacché, ve lo garantisco, almeno con me, tale metodo è stato un totale fallimento, né è stato in grado di insegnarmi in alcun modo ad essere più ordinata. Se lo scrivo, invece, è perché ieri, mio malgrado, ho scoperto che questo piuttosto coercitivo “sistema paterno”, deve essere stato poi brevettato – della cui cosa ero ignara -, ed adottato dai servizi informatici, nei confronti degli utenti più pigri e più indisciplinati (e dunque, ancora una volta, nei miei confronti…)
Dopo una settimana che il mio computer mi bombardava di avvisi che il suo archivio si stava esaurendo e dopo altrettanti giorni che, vedendo che c’era sempre ancora un pochino di spazio, lasciavo – lo ammetto – cadere i suoi rimproveri nel vuoto, ieri, a far cadere le mie cose nel vuoto ci ha pensato lui. Ogni appunto, nota, testo, che io abbia scritto da settembre a oggi, è stato, a quanto pare, miserabilmente cancellato; il recupero di centinaia di versi, pensieri e riflessioni che avevano trovato casa nel mio hard disk pare essere ormai del tutto irrealizzabile. Non basta che io scenda tre piani di scale e vada a cercare in giardino. No, qui non c’è nessun giardino, c’è solo il buco nero di una memoria senza memoria. Così di colpo ho capito, ho capito che senso avesse il vostro suggerimento di fare dei miei versi un libro da pubblicare. Perché se è vero che i libri volano, di certo non si volatilizzano e la carta stampata è sempre quella che resta!

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2 pensieri su “Libri che volano e appunti che si volatilizzano

  1. Buona nascerà,

    mi è arrivato il Suo scritto che avevo letto su Fsb. Posso chiedere come si attiva, invece, questa modalità che arriva con mail? Grazie e buonasera, Manlio Rizzo

    >

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  2. Buonasera Manlio,onestamente non so dare una risposta, ma se le è arrivato il testo probabilmente si è iscritto al mio sito internet e quindi dovrebbe saperlo meglio di me, non crede? 🙂

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