Poesie

Abbracciami
e lasciami andare.
Io sarò sempre
quella che torna
per ripartire.

(©Viviana Leoni)

 

Troppe parole non servono. A volte basta molto meno. Quando è l’anima a parlare poi, spesso, i silenzi sono molto più eloquenti.

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Si vorrebbe essere presenti
mano nella mano
il peso via dal cuore.

(©Viviana Leoni)

 

Non è meraviglioso amore?!
Svegliarsi e amarsi
Scivolarsi fra le braccia
e poi baciarsi
Nell’umido piacere
penetrarsi.
Godersi
e poi morbidamente
accoccolarsi
e l’un dell’altro
ancora un po’ ubriacarsi.
Vestirsi e alzarsi
e alfin nel fare colazione
ricordarsi
di tutto questo aversi
e contemplarsi.

(©Viviana Leoni)

Mancarsi
è come ubriacarsi
d’assenza.
Nostalgia
che va a passi
di danza.
Inquietudine
austera e severa.
Solitudine nera.

(©Viviana Leoni)

Notte selvaggia
che increspa i capelli
e abbatte lo scudo del tempo.
Inchiodata al cuscino
la voce smarrita
interroga il sonno dormiente.
“Son ore che attendo
lo sguardo al soffitto
la pace che arrechi il riposo.
Non viene quest’oggi
non giunge a quest’ora.”
Il buio infranto da luce
la notte infinita divora.

(©Viviana Leoni)

Aprile
caldo riposo
di chi adagia
la testa
alla tua mano.

Sono qui,
ora,
carezzami piano
dimmi
che sono bella.

Da domani
sarò vecchia
Mai sarò
più
la tua stella.

(©Viviana Leoni)

E pagherò mille volte
pagherò il mutuo, la casa,
il pronto soccorso.
Pagherò la strage di averti avuto
e quella di averti perso.
Pagherò la macchina, il taxi,
la stessa autostrada.
Pagherò perché a salvarmi
sono stata una frana. 

(©Viviana Leoni)

Invero
parole straniere
sussurro
al tuo cuore.
Sussurro l’amore
che là fra l’azzurro
del cielo
si perde.
Ancor non conosce
il tuo giovine cuore
l’ardore
che assale
infiammando
il mio petto.
Ancora son rosse
le gote;
ancora risplendon
dei giochi eccitanti
d’infanzia ormai spesa.
Ragazzo che guardi
con timidi occhi
all’amore che porto
che pesa:
per te giungerà
fra le risa
di un’altra
in un tempo
a sorpresa.

(©Viviana Leoni)

Mi spoglio,
delle pieghe
che han preso
i ricordi.
Desolata,
la scoperta finita
dei tuoi sguardi.
Tu, questo turbine buio,
questa lotta esaurita.
Eri, per me, solo eri.
Avanzi ora come
i tre tozzi di pan secco
che in tre strette tasche stanno.

(©Viviana Leoni)

– “Poeti e poesia – Vetrina dei poeti” –

Oggi il mio computer è impazzito,
sarà per la tua assenza,
lo capisco, travolta anch’io
da questo desiderio imbizzarrito
a volte è in tilt che vado
m’avesse quasi invasa un virus.
Non ho difese, strumenti né vaccini
la vivo tutta la mia patologia:
amor si chiama l’assurda malattia
trasmessami dall’hacker che tu sei.
Esperto, certo, nell’invadermi la mente,
nel controllare, corrompere e travolgermi il pensiero,
nel fare il vuoto di tutti i dati come niente
per fare spazio al nome tuo: Mistero.

(©Viviana Leoni)

dall’Antologia “Il segreto delle fragole 2015”, LietoColle

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