Cleopatra la gatta

Cleopatra la gatta

Dedicata alla mia splendida coinquilina, nonché fidata confidente e compagna di giochi che mi ha fatto dono delle sue fusa e della sua presenza per 19 bellissimi anni 

Cleopatra la gatta
è un poco distratta

un giorno per caso
ha graffiato Tommaso

e non sol sul viso,
ma proprio sul naso!

Il bimbo piangente
col naso dolente

da mamma è poi corso:
“Mi ha morso! Mi ha morso!”

La mamma con cura
e alacre premura

il dolore ha lenito
del naso ferito.

Ma al suo bimbo caro
ha parlato ben chiaro:

prendendolo in braccio
avvenuto il fattaccio

dopo averlo baciato
lo ha anche avvisato:

“Devi fare attenzione
al gatto sornione.

Se pare che dorma
sarà buona norma

non star lì vicino
a tirargli il codino!”

Tommaso or sa bene:
una gatta perbene

va lasciata in pace
dal bimbo vivace.

Cleopatra la gatta
è alfin soddisfatta

davanti al camino
per un riposino

ecco l’occhio le brilla:
da oggi sicuro dormir può tranquilla!

©Viviana Leoni

…riposa tranquilla mia adorata Cleo…

 

Il 24 febbraio 2016 alle 12:15, è venuta improvvisamente a mancare una delle presenze più importanti e significative della mia vita. Poco importa che avesse quattro zampe, una coda e dei baffi, abbiamo trascorso assieme più di metà della mia esistenza e per intero tutta la sua. Ho amato ogni suo singolo giorno: da quando silenziosamente ha fatto ingresso nella mia casa a quando altrettanto silenziosamente l’ha lasciata. In mezzo c’è stato rumore, c’è stata vita. L’ho amata nella giovinezza, nella maturità e nella vecchiaia; ho amato la sua giovane e lunga vecchiaia. Assieme abbiamo giocato, corso, parlato, cantato, ci siamo soffiate contro, tese agguati infiniti per ritrovarci poi sempre di nuovo in un abbraccio. Ho condiviso con lei ogni mio pasto e ogni mia tristezza che ha saputo cacciar via in un lampo.
Diverse volte mi ha salvato la vita, altrettante l’ho salvata io a lei.
E’ stata gioia, bellezza, calore, famiglia, consolazione, incoraggiamento.
Un giorno lessi su un libro un passo come questo:
“Domanda: – Che te ne fai di lei? Sta lì, tutto il giorno senza far niente.
Risposta: – E’ bella, si fa guardare!”
Questa era lei: era bella, si faceva guardare.
Ci sono strane alchimie che ci legano a qualcuno nel corso della nostra esistenza. Una di queste mi ha sedotta e unita potentemente a lei. Avevamo la stessa anima, lo stesso pessimo carattere. Con lei perdo il mio specchio, la mia musa, il mio piccolo musetto peloso. Speravo che saremo state assieme per sempre, ma per sempre purtroppo è davvero tanto, troppo tempo…

I gatti non ci appartengono, né dipendono da noi, semmai ci ammettono e ci fanno dono della loro presenza. Accettare questo dono necessita da parte nostra di una grande maturità e responsabilità, non dimentichiamocelo.

 

 

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